VII Edizione (2015)

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In collaborazione con Re.Co.Sol.
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8 per Mille Tavola Valdese Roma
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Selezionato nel 2012 dall'UNAR come buona pratica contro il razzismo
Selezionato nel 2012 dall'UNAR come buona pratica contro il razzismo


Lampedusainfestival VIII ed. dal 30 settembre al 3 ottobre
Venerdì 24 Giugno 2016 10:00

La VIII edizione del Lampedusainfestival sarà all’insegna del confronto e dell’inchiesta.

Abbandonata definitivamente la formula del premio cinematografico il Collettivo Askavusa ha deciso di chiamare sull’isola tutte le realtà nazionali e internazionali che stanno portando avanti ragionamenti e pratiche di lotta sui temi: Guerra, migrazioni e capitale.
Lo scopo del confronto sarà quello di individuare una linea comune sul piano teorico e ragionare su una serie di iniziative coordinate e condivise.
Una parte degli incontri sarà dedicata alle problematiche specifiche dell’isola di Lampedusa attraverso la proiezione dei documentari di Libera Espressione – Lampedusa on line e delle discussioni che ne seguiranno.
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Ogni giorno è il 3 ottobre
Sabato 03 Ottobre 2015 07:31

Collettivo Askavusa
Comunicato
Lampedusa 03/10/2013 – 03/10/2015

Il 3 ottobre del 2013, a mezzo miglio dalle coste di Lampedusa, una barca naufragava con a bordo 540 persone circa, la maggior parte di nazionalità eritrea. L’affondamento provocò 366 morti accertati e circa 20 dispersi presunti, i superstiti sono 155. I sopravvissuti dicono che tra le 3.00 e le 3.30 due imbarcazioni, di cui una con un faro molto potente e simile ad una vedetta militare, si avvicinarono alla loro barca puntandogli i fari addosso. Dopo questa operazione le due barche si allontanarono lasciando nel panico le 540 persone. Una di loro, per fare dei segnali di aiuto, diede fuoco ad alcune coperte che, cadendo a terra, provocarono un incendio. Le persone, impaurite, si mossero bruscamente e la barca si ribaltò.

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LIF 2015 - Conclusioni sulla settima edizione
Venerdì 02 Ottobre 2015 15:44

Il 26 settembre si è chiusa la settima edizione del LampedusaInFestival. Vogliamo innanzi tutto ringraziare tutte le realtà che hanno preso parte al Forum Controfrontiere. Prezioso il contributo che ognuna di loro ha apportato alla discussione, le importanti connessioni che si sono create fra noi, bellissimo immaginare un mondo altro e impegnarsi ogni giorno per raggiungerlo.

Ringraziamo inoltre tutti gli sponsor del festival, l'Archivio Storico di Lampedusa, gli artisti che si sono esibiti e chiunque si sia speso per l'organizzazione e lo svolgimento della 3 giorni. Un ringraziamento speciale a Barbara e Daniel.

Ricordiamo che le attività del Collettivo Askavusa continueranno a PortoM durante tutto l'arco dell'anno, e che potete sostenerle attraverso la campagna di crowdfunding.

Aiutateci a rimanere indipendenti e continuare ad urlare il nostro dissenso.

Collettivo Askavusa

 

Sostieni l'impegno di Askavusa a Lampedusa!

Realizziamo insieme PortoM, uno spazio di lotta, memoria e storie di mare al centro del Mediterraneo.

Scopri come, clicca qui: http://linkpdb.me/8722

 
La redazione di Contropiano​ saluta i compagni e le compagne del LampedusaInFestival
Giovedì 01 Ottobre 2015 09:51

Presidi permanenti di sostegno ai migranti come quello di Ventimiglia, la determinazione del movimento No Muos, l’attuale attivazione di una rete contro l’esercitazione denominata Trident Juncture, realtà giovanili che promuovono convegni nazionali per comprendere gli attuali sviluppi della Nato: sostenuti da quell’ottimismo della volontà che mai ci mancherà, ci sentiamo di affermare che c’è vita su Marte. Quando infatti si tratta di trovare interlocutori, anche solo relativamente a quei temi che riguardano l’intreccio degli epifenomeni economici e militari sul piano internazionale, quelli appena elencati sono esempi di una certa ripresa di ragionamenti e pratiche condivisibili lungo tutta la penisola, e che crediamo possano costituire uno dei punti di partenza per costruire discorsi e pratiche di rottura con l’attuale opportunismo della classe dirigente mitteleuropea e con il buonismo di certo umanitarismo complice. È per questo che come redazione di Contropiano seguiamo da tempo, con report, documentazione e approfondimenti le sorti di questi fuochi vivaci nelle tenebre sotto le quali il senso comune e il sistema informativo e mediatico sembrano voler coprire la realtà. Crediamo infatti che dai fenomeni apparenti, passo dopo passo, sia possibile ricostruire insieme la trama da cui essi si sono dipanati, tentando di risalire alle concause e alle responsabilità di chi trae vantaggio dalla gestione delle contraddizioni della nostra epoca. Queste tematiche, dibattute anche al Lampedusa In Festival, rientrano proprio in uno di quegli ambiti di indagine che sollevati davanti agli occhi del “pubblico di classe” più largo possibile dovrebbero indurlo ad attivarsi e a lottare, obiettivo che poniamo alla base dell’esistenza stessa del nostro giornale, funzione che anche qualora riuscissimo ad assolvere è certamente necessaria ma non sufficiente per contribuire al cambiamento che vogliamo vedere nel domani. Per questo, seppure materialmente impossibilitati a presentarci sull’isola, abbiamo colto l’invito a prendere parte a quello che ci sembra un dibattito ricco e articolato. Questo vuole quindi essere il nostro modesto contributo al ragionamento comune.

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LampedusaInFestival. Dal 23 settembre al via la nuova edizione
Giovedì 20 Agosto 2015 14:14

Appello per il forum CONTROFRONTIERE (IT)

Per la settima edizione del LampedusaInFestival abbiamo sentito il bisogno di un confronto con altre realtà politiche che stanno portando avanti pratiche e analisi sulle migrazioni, sulla militarizzazione dei territori, sull'inquinamento, sullo sfruttamento dei lavoratori e sulle molteplici contraddizioni determinate dal sistema economico capitalista.

In questi decenni Lampedusa è diventata un simbolo delle migrazioni: un palcoscenico di retoriche emergenziali e rappresentazioni congeniali al potere dominante, da dare in pasto al pubblico internazionale, con gravi conseguenze sulle vite di chi abita l'isola.

Tantissimi “esperti” concentrano la propria attenzione solo sul fenomeno delle migrazioni, costituendosi come un vero corpo di “professionisti” in ambito tecnico-umanitario e separando i processi migratori dalle cause che li generano. Allo stesso modo, attraverso lo “stato d'eccezione”, l'agenda politica si concentra solo sulla gestione dei primi, omettendo un'analisi approfondita delle seconde.

Di conseguenza all'opinione pubblica è stata tolta la capacità di riconoscere ed opporsi alla militarizzazione dei territori come forma di gestione di continue emergenze umanitarie, create dal sistema politico con lo scopo di implementare e potenziare i dispositivi militari e di controllo.

Per tali ragioni crediamo che le migrazioni vadano assolutamente ricollocate entro un'analisi più ampia, in grado di tenere conto delle cause storiche, economiche, politiche e militari che le determinano.

Nei giorni del LampedusaInFestival, a partire da queste considerazioni, vorremmo provare ad attivare un dialogo con altre realtà nazionali e internazionali che serva prima di tutto a far conoscere fra loro le diverse esperienze politiche e di militanza dei territori di frontiera (ma non solo), con l'auspicio di poter creare un coordinamento che da Lampedusa a Ventimiglia, passando per Niscemi, Lesbos e Calais possa organizzarsi per azioni concrete e creare contronarrazioni sulle migrazioni che pongano al centro del discorso un approccio anticapitalista e antimperialista.

Il festival si aprirà il 23 Settembre, dal giorno successivo le varie realtà presenteranno le loro attività e avranno modo di confrontarsi su due argomenti: il rapporto tra migrazione e militarizzazione dei territori e le pratiche di resistenza messe in campo da ognuna di esse.

Chiediamo a chiunque voglia partecipare di confermare la sua presenza inviando una email - con una breve presentazione - a Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. entro il 10 Settembre.

Come ogni anno ci sarà la possibilità di campeggiare a prezzi popolari nei giorni del festival. A breve il programma completo della tre giorni.

Il Collettivo e il pubblico alla Porta d'Europa durante uno spettacolo della VI edizione

Call for the forum CONTROFRONTIERE (EN)

In the context of the 7th edition of LampedusaInFestival, we felt the need of a confrontation with other political realities which are, similarly to Askavusa, carrying on various procedures and analyses on migrations, militarisation of territories, pollution, exploitation of workers and, generally, the multiple contradictions of the capitalist economic system.

In these decades, Lampedusa became a symbol of migration and anything linked to it: a stage of emergency rhetorics and representations to be sold to the public opinion which fit the goals of the ruling powers – and had deep consequences for the inhabitants of Lampedusa.

Countless “experts”, which understand themselves as a real corpus of professionals in the humanitarian field, focus their attention and research only on the phenomenon of migration, detaching it from its very causes. By the same token – and with the help of the often alleged “state of emergency” – the political agenda only considers the management of migratory flows, omitting a honest analysis of what causes them.

As a consequence, the public opinion was stripped off the capacity to recognise and, therefore, oppose the militarisation of territories. Dsguised as a simple “management of humanitarian emergencies” as in the case Lampedusa, militarisation becomes somehow a-political and thus easier to implement – but has nonetheless the goal of establishing and strengthen a military control apparatus.

On these grounds we believe that the phenomenon of migration should be analysed in its broader context, which would require considering its historical, economical, political and military causes.

During the days of LampedusaInFestival, starting from these premises, we will try to trigger a dialogue with other Italian and international realities with the main goal of exchanging experiences of resistance in border territories and with the hope to create a coordination that, from Lampedusa to Ventimiglia, from Lesvos to Calais, will be able to organise concrete actions and create anti-imperialist and anti-capitalist counter-narration on migration topics.

The festival will begin on the 23rd of September; on the following day the various political realities will present their work and confront each other on two topics: firstly, the relation between migration and militarisation; secondly, the possible resistance methods which everyone can put into practice.

Therefore we ask to anybody willing to participate to what we call Forum Controfrontiere (agaist-border Forum) to please confirm their presence by writing to Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. by September, 10th.

As every year, there will be the possibility to camp for a fair price. The complete programme of the festival will follow soon.

Appel pour le forum CONTROFRONTIERE (FR)

Pour la septième édition du LampedusaInFestival, nous ressentons le besoin de rencontrer d’autres réalités politiques qui portent en avant des pratiques et des analyses sur les migrations, la militarisation des territoires, la pollution de l’environnement, l’exploitation des travailleur-se-s, et sur les multiples contradictions du système économique capitaliste.

Ces dernières années, l’ile de Lampedusa est devenue un lieu symbolique et le théâtre de mises en scène politique et médiatique, composées de discours alarmistes et de représentations altérant la réalité dans l’intérêt du pouvoir dominant, avec des conséquences graves sur la vie des habitants. Un grand nombre d’ « experts » ont concentré leur attention sur le seul phénomène migratoire, se constituant comme un véritable corps de « professionnels de l’immigration », dont l’approche technico-humanitaire néglige les causes qui génèrent les migrations.

En parallèle, le caractère dit exceptionnel des arrivées de migrants justifie la mise en place d’un « Etat d’exception » qui réduit la politique actuelle à une gestion (opportuniste) de ce phénomène, sans analyse plus profonde, et alternative. Dès lors, toute tentative de remise en question des paradigmes dominants est celée, en particulier celle de s’opposer à la militarisation des territoires et de la reconnaître comme la gestion privilégiée de l’urgence humanitaire. Une urgence créée par le système politique, dont l’objectif et les intérêts sous-jacents reposent dans la multiplication de dispositifs sécuritaires et de contrôle.

Pour cela, nous pensons qu’il est essentiel d’associer à l’étude des migrations les causes historiques, économiques, politiques et militaires qui les déterminent.

Durant le LampedusaInFestival, en partant de ces considérations, nous souhaitons engager un dialogue avec d’autres réalités territoriales de frontière (mais pas seulement). Cela, en vue de partager nos différentes expériences politiques et militantes, et peut-être de pouvoir créer une coordination qui, de Lampedusa à Vintimille, en passant par Niscemi, Lesbos et Calais, puisse organiser des actions concrètes et produire une contre-narration sur les migrations en privilégiant une approche anticapitaliste et anti-impérialiste.

Le festival commencera le 23 septembre, pendant trois jours les participant-e-s présenteront leurs activités et auront l’opportunité d’échanger sur deux questions : le lien entre migration et militarisation (sécurisation) des territoires ; les pratiques de résistance mises en place dans le cadre de chacune de ces luttes.

Nous demandons à toutes celles et ceux qui souhaitent prendre part à cette rencontre de confirmer leur présence en écrivant à  Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. avant le 10 septembre, en se présentant brièvement.

Comme chaque année, un camping à un prix accessible est mis à disposition pendant le festival. Vous trouverez prochainement, sur le site, le programme complet du festival.

 

Collettivo Askavusa
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