VIII Edizione (2016)

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In collaborazione con Re.Co.Sol.
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8 per Mille Tavola Valdese Roma
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Selezionato nel 2012 dall'UNAR come buona pratica contro il razzismo
Selezionato nel 2012 dall'UNAR come buona pratica contro il razzismo


Lampedusainfestival VIII ed. dal 30 settembre al 3 ottobre
Venerdì 24 Giugno 2016 10:00
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SELEZIONE LINGUA: ITALIANO - ENGLISH - FRANÇAIS


 

La VIII edizione del Lampedusainfestival sarà all’insegna del confronto e dell’inchiesta.

Abbandonata definitivamente la formula del premio cinematografico il Collettivo Askavusa ha deciso di chiamare sull’isola tutte le realtà nazionali e internazionali che stanno portando avanti ragionamenti e pratiche di lotta sui temi: Guerra, migrazioni e capitale.
Lo scopo del confronto sarà quello di individuare una linea comune sul piano teorico e ragionare su una serie di iniziative coordinate e condivise.
Una parte degli incontri sarà dedicata alle problematiche specifiche dell’isola di Lampedusa attraverso la proiezione dei documentari di Libera Espressione – Lampedusa on line e delle discussioni che ne seguiranno.
 
Per coloro che vogliono proporre degli interventi e per informazioni scrivere ad Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
 

 

 

LAMPEDUSAINFESTIVAL VIII ed.

dal 30 settembre al 3 ottobre 2016 a Lampedusa

 

 

LAMPEDUSAINcontro

Capitale guerra e migrazioni

 

Le migrazioni di massa degli ultimi decenni sono state provocate dal processo di accumulazione del capitale in pochi soggetti. Nell’attuare questa accumulazione sono entrati in competizione diversi poli imperialisti che hanno disgregato la classe dei lavoratori e innalzato la strategia di guerra permanente, una guerra fatta non solo di bombe, droni, satelliti e sistemi elettronici avanzati ma praticata quotidianamente nell’immaginario collettivo attraverso la somministrazione quotidiana di paura e lo stravolgimento della realtà praticato dai media di regime.

L’Unione Europea attraverso la creazione del Mercato interno, dell’area Schengen e della moneta unica europea ha determinato il trasferimento di capitale dalle classi più povere a quelle più ricche, facendo del profitto l’unico fine riconosciuto, non solo nelle attività economiche ma in tutte le relazioni sociali.

Questo processo ha portato ad avere:

1) una zona interna europea “Area Schengen” senza barriere e dove merci, capitali, servizi e persone (lavoratori) si muovono liberamente, creando un lavoratore mobile, con bassi diritti, basso salario e precario;

2) dei confini esterni europei definiti e sorvegliati militarmente che hanno costituito una sorta di filtro per i lavoratori extracomunitari che passando attraverso il dispositivo della frontiera e in particolare per i centri di detenzione per migranti, sono stati criminalizzati, resi senza diritti e super sfruttati.

Questi due tipi di lavoratori sono stati messi in competizione tra di loro agendo molto spesso su quell’immaginario collettivo di cui si accennava sopra: alimentando l’odio e facendo leva sui disagi delle classi più deboli che spesso si sono trovate con scarsi strumenti di analisi per individuare quale fosse la vera causa della loro condizione.

Tutta la gestione delle migrazioni è stata affidata agli eserciti europei e all’agenzia Frontex, le migrazioni sono divenute un tema strategico dal punto di vista della rappresentazione e dei finanziamenti al comparto militare che ha potuto ricevere milioni di euro grazie alle operazioni umanitarie di salvataggio in mare. I sistemi di controllo come satelliti e radar vengono utilizzati sempre di più per il controllo delle frontiere esterne e a causa delle migrazioni ma sono allo stesso momento strumenti di guerra importantissimi.

A partire da questa breve riflessione e dando continuità al seminario tenutosi a marzo del 2016 a Padova “Migranti, mercato del lavoro e guerra” organizzato dalla rete dei Comunisti invitiamo ad una riflessione e ad un documento che possa essere anche un programma di azioni per contrastare le nuove manovre imperialiste e declinare azioni e discorsi localmente.

 

 

LAMPEDUSA istruzioni per l’uso

 

Le sere dal 30 settembre al 3 ottobre verranno affrontate una serie di tematiche relative al territorio e alla comunità di Lampedusa a partire dalla proiezione di alcuni documentari di Libera Espressione – Lampedusa On Line.

I temi trattati saranno:

– SELIS e dintorni: la produzione e la distribuzione di energia elettrica e la dissalazione e distribuzione dell’acqua;

– Il servizio di raccolta rifiuti e la condizione dei lavoratori della nettezza urbana;

– Il patrimonio storico-archeologico e le realtà che ne conservano la memoria;

– 3 ottobre 2013: L’uso di Lampedusa come palcoscenico mediatico e piattaforma militare a partire dalle stragi in mare;

– Il centro di detenzione per migranti a Lampedusa;

– Il rischio di passare da un economia di turismo e pesca ad una economia dell’emergenza;

Chiudere il centro di detenzione per migranti smilitarizzare l’isola e costruire un ospedale.


Collettivo Askavusa

 

 


 

ENGLISH

LAMPEDUSINFESTIVAL VIII EDITION

from September 30 to October 3 2016

 

The 8th edition of LampedusaInFestival will be devoted to confrontation and enquiry.

Having abandoned the film award format, the Collettivo Askavusa decided to invite to Lampedusa all  national and international realities that are opening dialogues and putting forward struggle practices on war, migrations and capital. The aim of the confrontation will be that of developing a common strategy and reasoning on a series of shared and coordinated practical initiatives.

A part of the meeting will be dedicated to the analysis of specific problems of the island of Lampedusa and to the screening of documentaries made by Libera Espressione – Lampedusa on line and to the following discussions.

To propose speeches, lectures or other; for any information, please write to Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.


LAMPEDUSAINcontro: Capital, War and Migrations

Sept 30th – Oct 3rd, 2016
PortoM, Lampedusa, ITALY


Last decades' mass migrations have been caused by the process of accumulation of capital into few hands. In the context of this capital accumulation, different imperialistic poles have came into competition with the aim of dividing the working class. These have adopted the strategy of permanent war – a war conducted not only with bombs, drones, satellites and advanced electronic systems, but also through the daily spread of fear and the distortion of reality which is performed by mainstream media.

The European Union, through the creation of the inner Market, of the Schengen area and of the Single European Currency, has prompted a transfer of capital from the poorer to the richer classes, making profit the only acceptable end – not only in economic activities, but in all social relations.


This process led to:

  1. An inner European zone without borders (the Schengen Area), where goods, capital, services and people (workers) can move freely – creating a precarious mobile worker with low income and low rights;

  2. The creation of well defined and military surveilled external borders which constitute a sort of filter for non-EU citizens who, passing through the border system – and particularly through detention centres for migrants – have been criminalised, deprived of their rights, and hyper exploited.


These two kinds of workers have been put into competition one against another by feeding hatred and acting on the disadvantages of the weakest classes who, most often, find themselves with scarce tools of analysis to find out the real cause for their condition.

The management of migrations has been entrusted to European armies and to the Frontex agency. Migrations have become a strategical issue regarding representation strategies and military issues: the military complex has been able to receive millions over millions of Euros thanks to the humanitarian operations of rescue at sea. Control systems such as satellites and radars are more and more used for the control of external borders and the management of migrations – but they are, at the same time, crucial war tools.

Starting from this ideas – and as a follow-up to the seminar which took place in Padua, Italy in March 2016, named Migranti, mercato del lavoro e guerra, organised by the Rete dei Comunisti – we invite to a reflection which, ideally, will lead to a document that could be a programme of actions in order to contrast imperialist operations worldwide and inflect actions and discourses locally.


LAMPEDUSA istruzioni per l'uso

On the evenings of Septermber 30th to October 3rd , we will moreover discuss a series of themes regarding the island, territory and community of Lampedusa, starting from the screening of short documentaries made by Libera Espressione – Lampedusa On Line. Topics will include:

  • Production and distribution of electricity; desalination and distribution of drinking water;

  • The waste collection service and the conditions of urban renewal workers;

  • the historical and archeological heritage of the island, and the realities who preserve its memory;

  • October 3rd, 2013: The usage of Lampedusa as media show and military platform;

  • Migrants detention centre in Lampedusa;

  • The risks of developing an “emegency economy” on the island;

  • A debate on the closing of the detention centre, the demilitarisation of the island, and the building of a hospital

Collective Askavusa

 


 

FRANÇAIS

LAMPEDUSINFESTIVAL VIII EDITION

du 30 septembre au 3 octobre 2016

 

La formule de la compétition cinématographique de films-documentaires est définitivement abandonnée, cette année encore le collectif Askavusa appelle toutes les réalités nationales et internationales à l'origine d'analyses et de luttes territoriales à se rejoindre sur l'ile pour discuter des thématiques suivantes: capital, guerre et migrations.

L'objectif de cette rencontre est d'identifier des lignes communes sur le plan théorique et de raisonner à la coordination d'une série d'initiatives.

Une partie des activités de la semaine portera sur les problématiques propres à l'ile de Lampedusa, à partir de la projection des documentaires de Libera Espressione-Lampedusa on line.

 

Toutes celles et ceux qui souhaitent proposer une intervention, ou pour plus d'information, veuillez écrire à: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. .

 

LAMPEDUSINcontro:

Le capital, la guerre et les migrations

Durant cette rencontre internationale, nous partons du présupposé que l'accumulation, sans commune mesure ces dernières années, du capital mondial par une minorité participe activement et engendre les migrations de masse en cours. Dans ce processus d'accumulation du capital, les différents pôles impérialistes prennent part à une compétition qui a désagrégé la classe ouvrière, et dont la stratégie repose sur un état de guerre permanent. Une guerre faite non seulement de bombes, de drones, de satellites et autres systèmes de haute technologie, mais qui s'exerce au quotidien dans l'imaginaire collectif à travers une administration de la peur et le bouleversement de la réalité de chacun-e.

Au sein de l'Union européenne, les institutions ont déterminé le futur européen à partir d'une union économique et monétaire, qui place le profit économique au centre des relations humaines, et le désigne comme la seule fin légitime à poursuivre - en dépit de ses graves conséquences sociales.

Le processus européen impose aujourd'hui:

1/ une zone interne, l'espace Schengen, où peuvent circuler librement les biens, les capitaux et les personnes, proposant ainsi des travailleurs mobiles dont le salaire est bas et les droits sont au rabais;

2/ des frontières extérieures surveillées militairement et érigées en passoire plus qu'en rempart afin de laisser passer les travailleurs des pays tiers utiles à l'union économique et monétaire, et alimentant en nombre le business des centres et du contrôle.

Cette mise en compétition des travailleurs accable les classes les plus dépourvues qui n'ont pas toujours les instruments d'analyse pertinents pour identifier les véritables causes de leur condition.

La gestion des migrations a été confiée aux armées des États membres, aux entreprises privées et à l'agence Frontex, qui y ont trouvé une manne économique, tout en bénéficiant d'une légitimité grâce aux opérations humanitaires de sauvetage en mer auxquelles elles participent.

Pourtant les moyens employés - radars, satellites, navires – demeurent des instruments de guerre, qui ne constituent pas une réponse sur le long terme, et ne remplaceront pas des voies légales pour se déplacer librement.

A partir de cette brève réflexion et dans la continuité du séminaire “ Migrants, marché du travail et guerre” qui s'est tenu au mois de mars 2016 à Padova, nous invitons à approfondir ces thématiques en vue de la production d'un outil et de programmes d'actions locales.

Du 30 septembre au 3 octobre, chaque soir, des documentaires et des discussions portant sur le territoire et la communauté de Lampedusa seront organisées selon les questions suivantes:

  • Production et distribution de l'énergie, dessalinisation et distribution de l'eau;

  • Récolte des déchets et condition des travailleurs du service de propreté communal;

  • Patrimoine historique et archéologique, mémoire de l'ile;

  • 3 octobre 2013: Retour sur les événements et sur l'utilisation de Lampedusa comme plate-forme militaire

  • Centre de rétention de Lampedusa;

  • Reconversion de l'économie lampedusaine (tourisme, pêche) en économie de l'urgence;

  • Fermeture du centre de rétention et construction d'un hôpital; démilitarisation de l'ile.

Collectif Askavusa

Ultimo aggiornamento Giovedì 07 Luglio 2016 11:22