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VIII Edizione (2016)

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In collaborazione con Re.Co.Sol.
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8 per Mille Tavola Valdese Roma
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Selezionato nel 2012 dall'UNAR come buona pratica contro il razzismo
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Blog
Ogni giorno è il 3 ottobre
Sabato 03 Ottobre 2015 07:31

Collettivo Askavusa
Comunicato
Lampedusa 03/10/2013 – 03/10/2015

Il 3 ottobre del 2013, a mezzo miglio dalle coste di Lampedusa, una barca naufragava con a bordo 540 persone circa, la maggior parte di nazionalità eritrea. L’affondamento provocò 366 morti accertati e circa 20 dispersi presunti, i superstiti sono 155. I sopravvissuti dicono che tra le 3.00 e le 3.30 due imbarcazioni, di cui una con un faro molto potente e simile ad una vedetta militare, si avvicinarono alla loro barca puntandogli i fari addosso. Dopo questa operazione le due barche si allontanarono lasciando nel panico le 540 persone. Una di loro, per fare dei segnali di aiuto, diede fuoco ad alcune coperte che, cadendo a terra, provocarono un incendio. Le persone, impaurite, si mossero bruscamente e la barca si ribaltò.

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LIF 2015 - Conclusioni sulla settima edizione
Venerdì 02 Ottobre 2015 15:44

Il 26 settembre si è chiusa la settima edizione del LampedusaInFestival. Vogliamo innanzi tutto ringraziare tutte le realtà che hanno preso parte al Forum Controfrontiere. Prezioso il contributo che ognuna di loro ha apportato alla discussione, le importanti connessioni che si sono create fra noi, bellissimo immaginare un mondo altro e impegnarsi ogni giorno per raggiungerlo.

Ringraziamo inoltre tutti gli sponsor del festival, l'Archivio Storico di Lampedusa, gli artisti che si sono esibiti e chiunque si sia speso per l'organizzazione e lo svolgimento della 3 giorni. Un ringraziamento speciale a Barbara e Daniel.

Ricordiamo che le attività del Collettivo Askavusa continueranno a PortoM durante tutto l'arco dell'anno, e che potete sostenerle attraverso la campagna di crowdfunding.

Aiutateci a rimanere indipendenti e continuare ad urlare il nostro dissenso.

Collettivo Askavusa

 

Sostieni l'impegno di Askavusa a Lampedusa!

Realizziamo insieme PortoM, uno spazio di lotta, memoria e storie di mare al centro del Mediterraneo.

Scopri come, clicca qui: http://linkpdb.me/8722

 
IO VADO A Lampedusa. Comunicato di adesione della Re.Co.Sol.
Lunedì 27 Ottobre 2014 09:37

La Rete dei Comuni Solidali cita nel suo Statuto quei principi di mutuo soccorso e solidarietà nei confronti dei cittadini dei Comuni che si trovano per diversi motivi (temporanei o strutturali) svantaggiati: “Attraverso il Comune, ad ogni cittadino deve essere offerta la possibilità di far convergere la propria esperienza, le energie, l’intelligenza, la capacità di progettare, di fare e di amministrare rendendole disponibili alle comunità con l’obiettivo di contribuire all’innalzamento della qualità di vita”.

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La redazione di Contropiano​ saluta i compagni e le compagne del LampedusaInFestival
Giovedì 01 Ottobre 2015 09:51

Presidi permanenti di sostegno ai migranti come quello di Ventimiglia, la determinazione del movimento No Muos, l’attuale attivazione di una rete contro l’esercitazione denominata Trident Juncture, realtà giovanili che promuovono convegni nazionali per comprendere gli attuali sviluppi della Nato: sostenuti da quell’ottimismo della volontà che mai ci mancherà, ci sentiamo di affermare che c’è vita su Marte. Quando infatti si tratta di trovare interlocutori, anche solo relativamente a quei temi che riguardano l’intreccio degli epifenomeni economici e militari sul piano internazionale, quelli appena elencati sono esempi di una certa ripresa di ragionamenti e pratiche condivisibili lungo tutta la penisola, e che crediamo possano costituire uno dei punti di partenza per costruire discorsi e pratiche di rottura con l’attuale opportunismo della classe dirigente mitteleuropea e con il buonismo di certo umanitarismo complice. È per questo che come redazione di Contropiano seguiamo da tempo, con report, documentazione e approfondimenti le sorti di questi fuochi vivaci nelle tenebre sotto le quali il senso comune e il sistema informativo e mediatico sembrano voler coprire la realtà. Crediamo infatti che dai fenomeni apparenti, passo dopo passo, sia possibile ricostruire insieme la trama da cui essi si sono dipanati, tentando di risalire alle concause e alle responsabilità di chi trae vantaggio dalla gestione delle contraddizioni della nostra epoca. Queste tematiche, dibattute anche al Lampedusa In Festival, rientrano proprio in uno di quegli ambiti di indagine che sollevati davanti agli occhi del “pubblico di classe” più largo possibile dovrebbero indurlo ad attivarsi e a lottare, obiettivo che poniamo alla base dell’esistenza stessa del nostro giornale, funzione che anche qualora riuscissimo ad assolvere è certamente necessaria ma non sufficiente per contribuire al cambiamento che vogliamo vedere nel domani. Per questo, seppure materialmente impossibilitati a presentarci sull’isola, abbiamo colto l’invito a prendere parte a quello che ci sembra un dibattito ricco e articolato. Questo vuole quindi essere il nostro modesto contributo al ragionamento comune.

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